Porta Caterina: la torre-porta superstite di Brașov
La Porta Caterina (Poarta Ecaterinei) è una torre-porta rinascimentale del 1559 sul lato sud-occidentale delle antiche fortificazioni di Brașov, in Romania. È l’unica porta cittadina medievale giunta fino a noi, sorge accanto al quartiere di Șchei e oggi ospita mostre.
Le quattro torrette in cima a questa porta erano un messaggio: Brașov poteva emettere condanne a morte. E per secoli fu l’unica porta da cui i Romeni di Șchei potevano entrare in città.
La storia della Porta Caterina
Per via delle inondazioni e per motivi strategici, con le incursioni prima dei Tatari e poi degli Ottomani, i Sassoni di Brașov dal XIV secolo si spostarono dall’insediamento originario verso il monte Tâmpa e cominciarono a costruire difese. Tra il 1400 e il 1427 la città fu cinta da mura e torri difensive e divenne una famosa fortezza, detta la Cetate. Una porta nelle mura sud-occidentali fu costruita probabilmente nel XV secolo insieme alle mura. Compare nei documenti solo nel 1517, come Porta dello Spirito Santo, nome tratto da una vicina cappella dello Spirito Santo (Corpus Christi).
Una tempesta con inondazione il 24 agosto 1526 distrusse quella porta e iniziò la costruzione di una nuova. Sorgeva in fondo alla via Caterina, che prendeva il nome da un convento di monache lì esistito, e fu detta perciò Porta Caterina. Fu chiamata anche Porta Superiore, perché guardava verso monte, verso Șchei, il «sobborgo alto» dei Sassoni. La torre della porta esterna fu completata il 17 settembre 1559 per iniziativa del giudice cittadino Johannes Benkner e la corporazione dei sarti era responsabile della sua difesa. I documenti dicono che per ciascuna delle otto bocche da fuoco della torre furono portate bombarde da Praga.
La porta ebbe un ruolo sociale particolare. Sotto il dominio sassone, tra il XIII e il XVII secolo, ai Romeni era vietato possedere beni dentro le mura ed essi si stabilirono nel quartiere di Șchei, all’esterno. I documenti antichi chiamano questa porta Porta Valacce, la Porta dei Valacchi, perché era l’ingresso dei Romeni di Șchei. Potevano entrare solo in certi orari e dovevano pagare un pedaggio per vendere i loro prodotti in città.
La torre di oggi è soltanto una parte di un complesso molto più grande, un forte rettangolare di circa 75 per 50 metri con gallerie di legno per i difensori. La porta fu danneggiata dagli incendi del 1689 e del 1759 e dal terremoto del 1738 e ogni volta venne riparata. Nel XVIII secolo il commercio in crescita la rese insufficiente e nel 1820 e nel 1827–1828 furono aperte nuove porte verso Șchei. Nel 1827 il complesso fu demolito, tranne la torre, che divenne un deposito con il passaggio murato. Ai due lati furono costruite scuole.
La torre fu riaperta nel 1955 e restaurata tra il 1971 e il 1973 sotto la guida dell’architetto Günther Schuller, poi fu sede della filiale di Brașov dell’Unione degli architetti. Fu rinnovata di nuovo nel 2006, quando si sistemò anche la piazzetta dietro di essa. Oggi nella torre si tengono mostre di grafica, pittura e fotografie d’epoca, e vi ha sede un museo.
Curiosità sulla Porta Caterina
- Le quattro torrette in cima alla torre simboleggiano il «diritto della spada» (ius gladii) di Brașov, il potere di pronunciare condanne a morte. Torrette simili compaiono in altre città della Transilvania.
- Sopra l’ingresso una lastra reca lo stemma della città, una corona su un tronco di quercia con radici. Le sue iscrizioni ricordano l’anno 1559 e il nome del giudice Johannes Benkner.
- I documenti antichi la chiamano Porta Valacce, la Porta dei Valacchi, perché la usavano i Romeni di Șchei.
- Per ciascuna delle otto bocche da fuoco della torre sarebbero state portate bombarde da Praga.
- La volta della torre e del passaggio è dipinta in stile rinascimentale. Sopra l’arco, aperture triangolari lasciavano passare le catene di un ponte levatoio oggi scomparso.
- Davanti alla porta si trova un piccolo giardino alberato con platani, tuie, aceri e castagni, fra gli altri.
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Visitare la Porta Caterina: cosa vedere
- La torre è un edificio quadrato su tre livelli, di circa 9 per 8 metri, con quattro torrette angolari. Si ammira al meglio dall’esterno, dove si vedono lo stemma della città e il muro occidentale rivestito di arenaria.
- All’interno sono stati restaurati l’antica scala a chiocciola in pietra ricavata nello spessore del muro meridionale e le nicchie delle bocche da fuoco. Nella torre si tengono mostre.
- La porta sorge accanto al quartiere di Șchei; la Torre Nera e la Porta di Șchei, altre pagine di questo sito, sono raggiungibili a piedi.
- La cittadella di Râșnov (circa 11 km) e la chiesa fortificata di Prejmer (circa 17 km) sono i luoghi d’interesse più vicini.
- Il programma delle mostre cambia, quindi controllate gli orari di apertura aggiornati prima di partire.
Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.
Mappa: dove si trova Porta Caterina
Mappa: © contributori di OpenStreetMap
Foto di Porta Caterina





Domande
Dov’è la Porta Caterina?
Sorge sul lato sud-occidentale delle antiche fortificazioni di Brașov, verso il quartiere di Șchei, tra il Bastione dei Tessitori e il Bastione dei Fabbri.
Quando fu costruita la Porta Caterina?
La torre fu completata il 17 settembre 1559 e sostituì una porta più antica distrutta da un’inondazione nel 1526.
Perché si chiama Porta Caterina?
Sorgeva in fondo alla via Caterina, intitolata a un convento di monache che vi si trovava un tempo.
Cosa significano le quattro torrette?
Simboleggiano il «diritto della spada» della città, la sua autonomia giudiziaria, compreso il potere di pronunciare condanne a morte.
Perché era chiamata Porta dei Valacchi?
Sotto il dominio sassone i Romeni non potevano possedere beni dentro le mura e vivevano a Șchei: era la porta da cui entravano in città, in certi orari e pagando un pedaggio.
Si può visitare l’interno della Porta Caterina?
Nella torre si organizzano mostre e vi ha sede un museo. Controllate gli orari di apertura aggiornati prima di partire.
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