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Il castello Mikó a Miercurea Ciuc
Castello e fortezzaTransilvania

Castello Mikó a Miercurea Ciuc: cosa vedere nella fortezza sicula

Il castello Mikó (in rumeno Castelul Mikó, in ungherese Mikó-vár) è una fortezza di tardo Rinascimento con bastioni all’italiana nel centro di Miercurea Ciuc, nella Terra dei Siculi, in Transilvania orientale. È il monumento storico più antico e importante della città e oggi ospita un museo dedicato al patrimonio dei Siculi: una tappa facile e interessante per chi vuole conoscere questa regione.

La fortezza quadrata, iniziata nel 1623 da un capitano siculo, fu bruciata da truppe turche e tatare nel 1661, ricostruita dagli Asburgo e oggi ospita un festival di musica antica.

DoveMiercurea Ciuc (Csíkszereda), distretto di Harghita, Terra dei Siculi, Transilvania
TipoFortezza di tardo Rinascimento con bastioni, XVII–XVIII secolo, oggi museo
Ideale perStoria dei Siculi, fortificazioni di epoca asburgica e una visita al museo nel centro cittadino
Come arrivareNella città di Miercurea Ciuc; il castello di Bálványos dista circa 30 km e la chiesa fortificata di Dârjiu circa 49 km

La storia del castello Mikó

Il castello prende il nome da Ferenc Mikó (1585–1635), figura di primo piano della Transilvania del primo Seicento. Fu capitano supremo delle sedi sicule di Ciuc, Gheorgheni e Casin e, secondo la voce rumena di Wikipedia, anche consigliere del principe Gabriel Bethlen, diplomatico e cronista. Da Bethlen ricevette il dominio principesco di Szereda insieme al permesso di costruire una fortezza. I lavori iniziarono il 26 aprile 1623, circa dieci anni dopo la sua nomina. I documenti dell’epoca chiamano l’edificio «il nuovo castello di Mikó».

La fortezza ha una pianta quadrata di circa 75 per 70 metri ed è in stile tardorinascimentale, per cui somiglia ai castelli di Iernut, Vințu de Jos e Lăzarea. Fu probabilmente ultimata negli anni Trenta del Seicento e il primo documento scritto che la menziona risale al 1631. Gli eredi del costruttore furono presto coinvolti in una causa, perché le terre usate per la fortezza erano state prese senza indennizzo. Dopo il 1636 il castello passò a Tamás Damokos, giudice supremo della sede di Ciuc.

Il 21 ottobre 1661 truppe turche e tatare guidate da Ali, pascià di Timișoara, invasero la zona di Ciuc, occuparono il castello e lo incendiarono. Fu ricostruito nel 1714–1716 per ordine del generale asburgico Stephan Steinville, come attesta un’iscrizione in pietra sopra il portale d’ingresso. Nel 1735 l’ingegnere e colonnello austriaco Johann Conrad Weiss redasse la pianta del castello, tuttora la più antica conosciuta e un documento importante per lo studio delle fasi di costruzione.

Intorno al castello ricostruito gli Austriaci progettarono un sistema difensivo con quattro bastioni all’italiana, di cui restano tracce visibili sul lato sud. Sul lato ovest costruirono un deposito di polvere da sparo e il bastione sud-occidentale fu trasformato in cappella, con il soffitto decorato da modesti stucchi tardobarocchi. La fortezza ebbe un ruolo difensivo importante sul confine orientale dell’Impero asburgico. Fu caserma fino al 1764, poi, fino al 1848, residenza del comandante del 1º reggimento di confine dei Siculi. Durante la rivoluzione del 1848–1849 fu il quartier generale di Sándor Gál, comandante delle forze rivoluzionarie siculi.

Il fossato fu riempito negli anni Ottanta dell’Ottocento e un edificio costruito nel 1890 davanti al portale fu demolito nel 1990. Fino alla metà del Novecento, con brevi interruzioni, il castello fu usato dall’esercito. Dopo un restauro generale, nel 1970 vi si trasferì il Museo siculo di Ciuc, fondato nel 1930, e dal 1978 nel castello ha sede anche una parte della Biblioteca distrettuale «Kájoni János». Oggi l’edificio è monumento storico.

Curiosità sul castello Mikó

  • La città ha due nomi, Miercurea Ciuc in rumeno e Csíkszereda in ungherese, e il castello in ungherese si chiama Mikó-vár.
  • La più antica pianta conservata del castello fu disegnata nel 1735 dall’ingegnere austriaco Johann Conrad Weiss ed è ancora usata dai ricercatori.
  • Un’iscrizione in pietra sopra il portale d’ingresso ricorda la ricostruzione del 1714–1716, dopo l’attacco turco-tataro del 1661.
  • Il bastione sud-occidentale fu trasformato in cappella, con il soffitto ornato da modesti stucchi tardobarocchi; le cornici gotiche delle finestre furono aggiunte più tardi.
  • Le sale del piano terra hanno volte a botte cilindriche con unghie, e sopra i davanzali si aprono feritoie alte e strette.
  • Ogni anno il castello ospita il Festival europeo di musica antica, iniziato nel 1980 e vietato dal regime comunista dal 1986 al 1989; dal 2008 vi si tiene anche un’università estiva di musica antica.

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Visitare il castello Mikó: cosa vedere

  • Il castello ospita il Museo siculo di Ciuc, un museo etnografico dedicato al patrimonio dei Siculi: la visita unisce architettura e cultura locale.
  • Si può girare intorno alla pianta quadrata cercando i resti dei bastioni all’italiana sul lato sud e la cappella nel bastione sud-occidentale.
  • Una parte della Biblioteca distrettuale «Kájoni János», con una raccolta di documenti rari, ha sede nel castello.
  • Durante il festival annuale si tengono qui recital e concerti di musica antica; conviene controllare il programma aggiornato prima di partire.
  • Orari e mostre possono cambiare, quindi controllate gli orari di apertura aggiornati prima di partire. Il castello di Bálványos, a circa 30 km, è il luogo d’interesse più vicino tra quelli di questo sito.

Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.

Mappa: dove si trova Castello Mikó

Mappa: © contributori di OpenStreetMap

Foto di Castello Mikó

Ingresso del Museo Siculo di Ciuc nel castello Mikó
Foto: Einstein2, CC BY-SA 3.0, tramite Wikimedia Commons
Immagine legata a Ferenc Mikó, vista 1
Foto: Derzsi Elekes Andor, CC BY-SA 3.0, tramite Wikimedia Commons
Immagine legata a Ferenc Mikó, vista 2
Foto: Derzsi Elekes Andor, CC BY-SA 3.0, tramite Wikimedia Commons
Immagine legata a Ferenc Mikó, vista 3
Foto: Derzsi Elekes Andor, CC BY-SA 3.0, tramite Wikimedia Commons
Fotografia di una Bibbia di György Káldi del 1626, secondo il titolo del file
Foto: No machine-readable author provided. Csanády assumed (based on copyright claims)., pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons

Domande

Dov’è il castello Mikó?

Si trova nella città di Miercurea Ciuc (Csíkszereda), nella Terra dei Siculi, nel sud-est della Transilvania, nel distretto di Harghita.

Chi costruì il castello Mikó?

Ferenc Mikó, capitano supremo delle sedi sicule di Ciuc, Gheorgheni e Casin, iniziò i lavori il 26 aprile 1623. Fu probabilmente ultimato negli anni Trenta del Seicento.

Che cosa accadde al castello Mikó nel 1661?

Il 21 ottobre 1661 truppe turche e tatare guidate dal pascià di Timișoara lo occuparono e lo incendiarono. Fu ricostruito nel 1714–1716 sotto il generale Stephan Steinville.

Che cosa c’è oggi nel castello Mikó?

Dal 1970 ospita il Museo siculo di Ciuc, fondato nel 1930, e dal 1978 anche una parte della Biblioteca distrettuale «Kájoni János».

In che stile è il castello Mikó?

Fu costruito in stile tardorinascimentale su una pianta quadrata regolare di circa 75 per 70 metri. La ricostruzione austriaca aggiunse quattro bastioni all’italiana.

Cosa vedere vicino al castello Mikó?

Il castello di Bálványos è a circa 30 km, la chiesa fortificata di Dârjiu a circa 49 km, la cittadella di Rupea a circa 58 km e la chiesa fortificata di Viscri a circa 64 km.

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