Monastero di Neamț: cosa vedere nella chiesa di Stefano il Grande
Il monastero di Neamț (Mănăstirea Neamț) è un monastero ortodosso maschile nel distretto di Neamț, a circa 10 km a ovest di Târgu Neamț, uno degli insediamenti monastici più antichi e importanti della Moldavia. La sua chiesa, ultimata nel 1497 sotto Stefano il Grande, è un bell’esempio di architettura medievale moldava, e il monastero fu anche un grande centro di manoscritti, miniature e stampa.
Un copista di questo monastero lasciò un manoscritto datato 1429 che oggi si trova nella Bodleian Library di Oxford, lontano dalle foreste moldave in cui fu copiato.
La storia del monastero di Neamț
La vita monastica a Neamț affonda le radici nel Medioevo, e la voce rumena di Wikipedia ricorda una chiesetta di legno più antica, detta Chiesa Bianca. Nella seconda metà del XIV secolo il principe Petru Mușat avrebbe costruito qui la prima chiesa di pietra, oggi scomparsa. Il monastero è attestato nei documenti dal 1407. In seguito, al tempo di Alessandro il Buono, gli edifici furono restaurati e il monastero crebbe fino a diventare uno dei più importanti centri religiosi della Moldavia medievale.
La chiesa odierna fu voluta da Stefano il Grande. Fu ultimata nel 1497, l’anno in cui l’esercito moldavo vinse una battaglia contro il re Giovanni I Alberto di Polonia, e fu consacrata il 14 novembre 1497 all’Ascensione. Due elementi nuovi ne aumentarono le dimensioni e la monumentalità: il portico davanti all’ingresso e la camera sepolcrale tra pronao e naos. In questa camera si trova la tomba di Stefano II, zio di Stefano il Grande. Le facciate seguono lo stile moldavo locale, che unisce dischi di ceramica smaltata bizantini, verdi, gialli e bruni, con contrafforti e cornici gotiche. Le pitture dell’abside principale, del naos e della camera sepolcrale risalgono agli ultimi anni del regno di Stefano, quelle del portico e del pronao al tempo di Petru Rareș.
Neamț divenne un grande centro di cultura. Qui lavorò il miniatore Gavril Uric, il più importante rappresentante della miniatura moldava del XV secolo; il suo primo manoscritto noto, datato 1429, è conservato nella Bodleian Library di Oxford. I calligrafi e i miniatori di Stefano il Grande realizzarono molti dei libri donati al monastero di Putna. Nelle celle del monastero il cronista Macarie scrisse la cronaca del regno di Petru Rareș ed Eftimie quella del regno di Alexandru Lăpușneanu.
La tradizione erudita si spense nel XVII e XVIII secolo e rinacque all’inizio dell’Ottocento, quando il metropolita Veniamin Costachi fondò qui una tipografia. Il vecchio torchio, con cui si stamparono libri dal 1807, è oggi esposto nel museo. Nel corso dei secoli il monastero subì devastazioni e incendi distruttivi, seguiti da restauri che consumarono a poco a poco le pitture originarie.
Nel 1948 venticinque alti ecclesiastici della Chiesa greco-cattolica rumena furono arrestati e detenuti a Neamț; nel febbraio 1949 furono trasferiti al monastero di Căldărușani, presso Bucarest. Oggi il complesso comprende due chiese, due cappelle, un campanile con 11 campane, un seminario teologico, un museo con una collezione di arte sacra e l’antica sala della stampa.
Curiosità sul monastero di Neamț
- Il manoscritto del 1429 del miniatore Gavril Uric è conservato nella Bodleian Library dell’Università di Oxford.
- L’iconostasi dell’antica chiesa della fortezza di Neamț è tra i tesori più importanti del monastero, insieme a un’icona di Nicolae Grigorescu, «La fuga in Egitto».
- La camera sepolcrale, che qui compare per la prima volta in una chiesa moldava, ospita la tomba di Stefano II, figlio di Alessandro il Buono e zio di Stefano il Grande.
- Davanti al monastero si trova un aghiasmatar circolare (fonte dell’acqua benedetta), dove nel giorno della festa patronale si benedice l’acqua.
- Il campanile ha 11 campane, e al monastero si trovano anche un semantron di legno e uno di metallo, i tradizionali battenti con cui si chiamano i monaci alla preghiera.
- Nell’estate del 1933 il giovane Ilie Iacob entrò nel monastero; divenne poi san Giovanni Iacob il Romeno di Hozeva.
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Visitare il monastero di Neamț: cosa vedere
- L’edificio principale è la chiesa dell’Ascensione di Stefano il Grande, con facciate moldave a dischi smaltati, finestre gotiche e un’abside pentagonale all’esterno.
- Il museo del monastero conserva arte sacra e l’antico torchio da stampa, e la biblioteca possiede libri rari, alcuni tra i primi stampati in Romania.
- Il complesso ha due chiese, tra cui quella di San Giorgio incorporata nelle mura di cinta, due cappelle e un campanile.
- Il monastero si trova a 10 km a ovest di Târgu Neamț e si raggiunge in auto (DN15B) o in treno fino alla stazione di Târgu Neamț. Il monastero di Văratec, a circa 15 km, è il luogo d’interesse più vicino tra quelli di questo sito.
- È un monastero in piena attività, quindi conviene vestirsi e comportarsi con rispetto e controllare gli orari di apertura aggiornati prima di partire.
Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.
Mappa: dove si trova Monastero di Neamț
Mappa: © contributori di OpenStreetMap
Foto di Monastero di Neamț




Domande
Dov’è il monastero di Neamț?
Si trova nel distretto di Neamț, nel nord-est della Romania, a circa 10 km a ovest di Târgu Neamț.
Chi fece costruire la chiesa del monastero di Neamț?
L’attuale chiesa fu voluta da Stefano il Grande e ultimata nel 1497, dopo la vittoria dei Moldavi sul re Giovanni I Alberto di Polonia. È dedicata all’Ascensione.
Perché il monastero di Neamț è importante?
Fu un importante centro medievale di manoscritti, miniature e cronache, e poi di stampa. È anche un bell’esempio di architettura moldava.
Quanti anni ha il monastero di Neamț?
È attestato nei documenti dal 1407, ma le sue radici monastiche sono più antiche, e la prima chiesa di pietra è attribuita a Petru Mușat, alla fine del XIV secolo.
Come si arriva al monastero di Neamț?
In auto lungo la DN15B da Târgu Neamț, oppure in treno fino alla stazione di Târgu Neamț. L’aeroporto più vicino è Suceava, a circa 60 km a nord.
Cosa vedere vicino al monastero di Neamț?
Il monastero di Văratec è a circa 15 km, quello di Probota a circa 34 km, quello di Bistrița a circa 35 km e la fortezza di Suceava a circa 42 km.
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