Torre Chindia: il simbolo della corte principesca di Târgoviște
La Torre Chindia (Turnul Chindiei) è una torre di mattoni alta 27 metri nel complesso della Curtea Domnească di Târgoviște, in Romania, allora capitale della Valacchia. Iniziata ai tempi di Vlad l’Impalatore e giunta alla forma attuale nel XIX secolo, è il simbolo della città e 122 gradini di legno portano alla piattaforma in cima.
La Torre Chindia è alta 27 metri, ma un tempo era più bassa di circa cinque: il principe Gheorghe Bibescu la sopraelevò negli anni 1840. Perfino il nome è un enigma, perché nessuno sa se derivi da una festa o dal segnale serale del coprifuoco.
La storia della Torre Chindia
La Torre Chindia si innalza nel complesso della Curtea Domnească di Târgoviște, che a quel tempo era la capitale della Valacchia. Non si sa con esattezza quando fu costruita la corte, ma essa sostituì certamente una più antica dimora principesca dell’epoca di Mircea il Vecchio, e le prime menzioni documentarie della Curtea Domnească risalgono al 1403 e al 1409. Gli storici sospettano che i lavori siano iniziati durante il primo regno di Vlad l’Impalatore, ma siano rimasti incompiuti.
Gli scavi archeologici di metà Novecento hanno mostrato che la torre risale alla seconda metà del XV secolo, quindi potrebbe essere il «castello» visto dal nobile ungherese Stefano Báthory nel novembre 1476. Fu innalzata sul portico della chiesa-cappella costruita da Mircea il Vecchio. In origine aveva due piani e vi si entrava tramite un ponte levatoio dal primo livello, direttamente dalla casa principesca adiacente. Servì da punto di guardia, da torre di avvistamento degli incendi e da luogo dove custodire il tesoro dello Stato, e al tramonto un segnale dalla torre annunciava la chiusura delle porte della città.
I viaggiatori hanno lasciato molte impressioni. Nel 1595 il veneziano Antonio Pigafetta annotò una «torre in una chiesa» con una galleria sotterranea in direzione del fiume Ialomița. All’inizio del Settecento il cappellano inglese Edmund Chishull giudicò l’edificio paragonabile alle torri della cristianità civilizzata, mentre il francese La Motraye, nel 1714, non apprezzò il «castello» all’antica. Paolo di Aleppo scrisse che la torre serviva da lampada per l’orologio della città e ospitava una fanfara che suonava musica orientale per il principe. A metà Settecento un manoscritto latino dice che nella torre c’erano le prigioni.
Nel 1840 il disegnatore francese Michel Bouquet raffigurò la torre molto più bassa di oggi, su una base piramidale di mattoni. Tra il 1847 e il 1851 il principe Gheorghe Bibescu la fece restaurare completamente, aggiungendo circa cinque metri e un coronamento merlato di gusto neogotico; seguirono lavori sotto Barbu Știrbei. La torre misura oggi 27 metri di altezza e 9 di diametro, con tre piani e una base rivestita di pietra. Il restauro degli interni cominciò nel 1961 e, dopo l’ultimo restauro, nel 1995, i visitatori salgono 122 gradini di legno su una scala a chiocciola fino alla piattaforma superiore.
Curiosità sulla Torre Chindia
- Oggi la torre è alta 27 metri, ma il restauro ottocentesco sotto il principe Gheorghe Bibescu aggiunse circa cinque metri alla struttura originale.
- Due ipotesi cercano di spiegare il nome. Una dice che l’area intorno alla torre ospitava molte feste, in romeno chindii; l’altra, che chindie sia un arcaismo per «tramonto», l’ora del segnale del coprifuoco.
- Dopo quel segnale serale nessuno poteva entrare o uscire da Târgoviște attraverso le sue cinque porte, e gli abitanti non potevano circolare per le strade né tenere fuochi all’aperto che avrebbero reso la città visibile da lontano.
- Elementi della torre compaiono nello stemma di Târgoviște, in alto e in basso nello scudo.
- Membri della Società astronomica romena delle meteore osservano spesso dalla torre eclissi, comete luminose e congiunzioni tra Luna e pianeti, e le rovine intorno sono uno sfondo apprezzato per l’astrofotografia.
- Le rovine della corte ai piedi della torre sono state usate come palcoscenico per spettacoli teatrali storici, come «A treia țeapă».
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Visitare la Torre Chindia: cosa vedere
- La salita è il momento migliore: una scala a chiocciola di 122 gradini di legno porta alla piattaforma superiore, con un orizzonte ampio e aperto.
- Nella torre si trova una mostra di documenti, armi e oggetti appartenuti a Vlad l’Impalatore, intitolata «Vlad Țepeș – Dracula, leggenda e verità storica». Ciò che è esposto può cambiare, quindi controllate il programma attuale.
- La torre fa parte del complesso della Curtea Domnească, le cui rovine si trovano ai suoi piedi; torre e rovine sono gestite dal Complesso museale nazionale «Curtea Domnească».
- Il monastero di Dealu, il luogo più vicino tra quelli di questa guida, dista circa 3 km.
- Controllate gli orari di apertura aggiornati prima di partire.
Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.
Mappa: dove si trova Torre Chindia
Mappa: © contributori di OpenStreetMap
Foto di Torre Chindia




Domande
Dov’è la Torre Chindia?
Si trova nel complesso monumentale della Curtea Domnească a Târgoviște, nel distretto di Dâmbovița, in Romania.
Quanto è alta la Torre Chindia?
È alta 27 metri, con un diametro di 9 metri. Circa cinque metri furono aggiunti nel restauro del 1847–1851.
Quanti gradini ha la Torre Chindia?
Dall’ultimo restauro, nel 1995, i visitatori raggiungono la piattaforma superiore con 122 gradini di legno a chiocciola.
Chi costruì la Torre Chindia?
I lavori iniziarono ai tempi di Vlad l’Impalatore e l’archeologia data la torre alla seconda metà del XV secolo. La forma attuale si deve al restauro ottocentesco del principe Gheorghe Bibescu.
Cosa significa il nome Chindia?
Non si sa con certezza. Un’ipotesi lo collega alle feste, chindii, tenute nei dintorni; un’altra a un arcaismo per «tramonto», l’ora del segnale del coprifuoco.
Cosa si può vedere dentro la Torre Chindia?
Nella torre c’è una mostra di documenti, armi e oggetti appartenuti a Vlad l’Impalatore.
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